1. BananaCal
  2. Blog
  3. Le basi

Come contare le calorie: guida pratica per principianti

Come contare le calorie in 5 passi: obiettivo, etichette, peso a crudo o cotto, ricette e pasti fuori casa. Con esempi pratici e gli errori più comuni.

Contare le calorie sembra una gran fatica, e all’inizio un po’ lo è. Ma è un’abilità che si impara, non una condanna. Dopo due o tre settimane conosci a memoria i tuoi pasti abituali e registrarli richiede pochi minuti al giorno.

Per contare le calorie stabilisci un obiettivo giornaliero, poi registra tutto quello che mangi e bevi con le quantità, usando le etichette, una bilancia da cucina e un database affidabile, e confronta il totale con il tuo obiettivo. Le due abitudini che fanno la differenza: pesare il cibo nelle prime settimane e non saltare mai le “piccole cose” come olio, bevande e spuntini.

Passo 1: conosci il tuo obiettivo calorico

Contare ha senso solo se hai un numero con cui confrontarti. Il tuo obiettivo dipende da età, sesso, altezza, peso, livello di attività e scopo. Il modo più rapido per ottenerlo è il calcolo calorie, che stima il tuo fabbisogno e un obiettivo ragionevole per dimagrire, mantenere o aumentare di peso.

Se vuoi dimagrire, l’obiettivo è il tuo fabbisogno meno un deficit calorico moderato. Senza controllo medico non scendere sotto circa 1.200 kcal al giorno per le donne e 1.500 kcal per gli uomini. La guida quante calorie mangiare per dimagrire spiega i numeri nel dettaglio.

Passo 2: scegli come registrare

Ti serve un posto dove annotare. Le opzioni sono tre:

Metodo Pro Contro
Quaderno Niente schermi, ti costringe a fare attenzione Devi cercare ogni valore e fare i conti da solo
Foglio di calcolo o note Gratis, flessibile Lento, facile da abbandonare
App conta calorie Database, totali e macronutrienti calcolati per te La qualità dei dati varia

La maggior parte delle persone resta fedele a un’app, perché è la velocità a farti continuare. Con BananaCal puoi registrare un pasto scattando una foto, scansionando il codice a barre, cercando nel database o semplicemente dicendo cosa hai mangiato. Qualunque strumento scegli, valgono i principi del diario alimentare: annota durante o subito dopo il pasto, non la sera a memoria.

Passo 3: leggi bene le etichette

I prodotti confezionati sono i più facili da contare, se leggi l’etichetta con attenzione. In Europa la legge (regolamento UE 1169/2011) obbliga a indicare l’energia per 100 g o 100 ml. Alcune confezioni riportano anche il valore “per porzione”, ma la porzione la decide il produttore, non tu: un pacco di biscotti può indicare 2 biscotti come porzione anche se tu ne mangi 5.

L’abitudine più sicura è pesare quello che mangi davvero e usare il valore per 100 g:

calorie = calorie per 100 g × grammi mangiati ÷ 100

Per esempio, uno yogurt da 125 g con 80 kcal per 100 g dà 80 × 125 ÷ 100 = 100 kcal.

Passo 4: pesa il cibo, almeno all’inizio

Andare a occhio è il punto in cui il conteggio si inceppa più spesso. Una bilancia da cucina risolve il problema. Non devi pesare per sempre: due o tre settimane bastano per abituare l’occhio a riconoscere 30 g di formaggio o una porzione normale di pasta.

L’unica regola da non saltare: il peso deve corrispondere al valore che registri. La cottura cambia molto il peso: pasta e riso assorbono acqua, la carne la perde. Ecco la pasta secondo i dati USDA:

Pasta (per 100 g) Calorie Proteine Carboidrati
Cruda (secca) circa 371 kcal circa 13 g circa 75 g
Cotta, senza sale circa 158 kcal circa 6 g circa 31 g

Stesso alimento, più del doppio delle calorie per 100 g. Pesare la pasta cruda è il metodo più affidabile, perché il peso da cotta dipende da quanto la cuoci e da quanta acqua assorbe.

Un esempio pratico: un piatto di spaghetti

Marco cuoce 80 g di spaghetti, la classica porzione.

  1. Registrazione corretta: 80 g di pasta cruda × 371 ÷ 100 = circa 297 kcal.
  2. Errore comune: pesa 80 g ma nell’app sceglie “pasta cotta”. 80 × 158 ÷ 100 = circa 126 kcal. Sottostima di circa 170 kcal.
  3. Errore opposto: pesa circa 190 g di pasta cotta nel piatto e la registra come cruda. 190 × 371 ÷ 100 = circa 705 kcal, più del doppio del valore reale.

Poi c’è il condimento. L’olio è quasi tutto grasso e il grasso ha 9 kcal per grammo: 10 g di olio extravergine (circa un cucchiaio raso) aggiungono circa 90 kcal. Dimentica l’olio e il piatto è di nuovo sottostimato.

Come si calcolano le calorie in etichetta

Le calorie non vengono misurate in laboratorio per ogni prodotto. Si calcolano dai macronutrienti con coefficienti fissi, stabiliti proprio dal regolamento europeo sull’etichettatura:

Nutriente Calorie per grammo
Proteine 4 kcal
Carboidrati 4 kcal
Grassi 9 kcal
Alcol 7 kcal
Fibra 2 kcal

È utile quando un alimento non ha l’etichetta ma ne conosci i macronutrienti. Uno spuntino con 10 g di proteine, 4 g di carboidrati e 3 g di grassi ha circa 10 × 4 + 4 × 4 + 3 × 9 = 83 kcal. Per capire meglio questi tre numeri leggi cosa sono i macronutrienti.

Ricette fatte in casa e pasti fuori

Ricette. Pesa e registra una volta ogni ingrediente, olio e burro compresi, e somma il totale. Poi pesa tutto il piatto cotto e dividi: se uno spezzatino fa 2.000 kcal in totale e pesa 1.600 g, ha 125 kcal per 100 g. Pesa la tua porzione e hai finito. Salva la ricetta: la volta dopo ti bastano pochi secondi.

Ristorante e pizzeria. Qui si stima, e in Italia i menu raramente riportano le calorie. Anche quando ci sono, non sono esatte: uno studio pubblicato su JAMA ha analizzato in laboratorio 269 piatti di ristoranti americani. Le calorie dichiarate erano corrette in media, ma il 19% dei piatti ne conteneva almeno 100 in più del dichiarato, e i piatti “leggeri” erano quelli sottostimati più spesso. Consigli pratici:

  • Registra le parti separatamente: primo, secondo, contorno, pane, condimento, bevande.
  • Per l’olio aggiunto a tavola o in cucina, stima per eccesso piuttosto che per difetto.
  • Per la pizza usa una guida per tipo e peso, come quante calorie ha una pizza.

Gli errori più comuni

Tendiamo a mangiare più di quanto pensiamo. In un classico studio del New England Journal of Medicine, le persone che non riuscivano a dimagrire sottostimavano quello che mangiavano in media del 47%. Il loro metabolismo era normale: le calorie semplicemente non venivano annotate. I colpevoli abituali:

  1. Grassi da cucina. Olio, burro e condimenti, spesso 100 kcal o più a pasto.
  2. Bevande. Succhi, bibite, cappuccino, vino e birra.
  3. Assaggi. Il boccone mentre cucini, gli avanzi dei bambini.
  4. Weekend. Registrare solo dal lunedì al venerdì nasconde proprio dove sono le calorie in più.
  5. Voci sbagliate nel database. Crudo invece di cotto, o una voce generica al posto del prodotto di marca. Preferisci voci che corrispondono all’etichetta, o scansiona il codice a barre.
  6. Porzioni a occhio. Soprattutto per gli alimenti densi di calorie: frutta secca, formaggi, olio, creme spalmabili. Sono quelli che vale la pena pesare.

Registrare con una foto è veloce ma ha i suoi errori: leggi quanto sono precise le app conta calorie con foto per sapere cosa dicono gli studi.

Quanto bisogna essere precisi?

Poco, se sei costante. Un errore di 30 kcal su una mela non cambia nulla. Dimenticare ogni giorno un cappuccino con brioche sì. Guarda la media settimanale e non il singolo giorno, e giudica il risultato dall’andamento del peso su 2 o 3 settimane, non dalle oscillazioni quotidiane della bilancia. Se la media corrisponde all’obiettivo ma il peso non si muove, la spiegazione più probabile è qualcosa che non viene registrato.

Quando i pasti diventano abitudine puoi allentare: molte persone pesano solo gli alimenti più calorici e stimano il resto.

Quando contare le calorie non è una buona idea

Contare le calorie è uno strumento, non un esame. Se ti mette ansia, ti fa sentire in colpa dopo aver mangiato o ti ossessiona con i numeri, o se hai una storia di disturbi alimentari, fermati e parlane con un medico o un dietista. Lo stesso vale in gravidanza, con il diabete o con una malattia renale: chiedi al tuo medico prima di cambiare quanto mangi.

In breve

  • Calcola il tuo obiettivo con il calcolo calorie.
  • Registra tutto, olio, bevande e weekend compresi, durante o subito dopo il pasto.
  • Leggi le etichette per 100 g e moltiplica per quanto hai mangiato davvero.
  • Pesa il cibo per le prime 2 o 3 settimane e abbina il peso crudo o cotto alla voce giusta.
  • Registra le ricette una volta e riusale.
  • Valuta i progressi dalla media settimanale e dall’andamento del peso, non da un singolo giorno.

Domande frequenti

Come si inizia a contare le calorie?

Prima calcola il tuo obiettivo calorico giornaliero, poi registra tutto quello che mangi e bevi, con le quantità, per almeno due settimane. Usa le etichette, una bilancia da cucina e un database affidabile, e confronta la media settimanale con l'obiettivo.

La pasta si pesa cruda o cotta?

Meglio cruda, perché il peso da cotta cambia molto in base alla cottura. L'importante è che il valore che registri corrisponda: 100 g di pasta secca hanno circa 371 kcal, 100 g di pasta cotta circa 158 kcal.

Quanto bisogna essere precisi nel contare le calorie?

Non serve la perfezione, serve costanza. I piccoli errori si compensano nell'arco della settimana. Conta di più non dimenticare olio, bevande e spuntini, e guardare l'andamento del peso su 2 o 3 settimane.

Le calorie in etichetta sono affidabili?

In media sì, ma non sempre per il singolo prodotto. In uno studio su 269 piatti di ristorante le calorie dichiarate erano corrette nel complesso, ma il 19% ne conteneva almeno 100 in più del dichiarato.

Fonti

  1. Regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, allegato XIV (coefficienti di conversione)
  2. USDA FoodData Central: Pasta, dry, enriched (SR Legacy 169736)
  3. USDA FoodData Central: Pasta, cooked, enriched, without added salt (SR Legacy 169737)
  4. Urban LE et al. Accuracy of stated energy contents of restaurant foods. JAMA, 2011
  5. Lichtman SW et al. Discrepancy between self-reported and actual caloric intake and exercise in obese subjects. N Engl J Med, 1992

Questo articolo contiene informazioni generali, non consigli medici. Se hai un problema di salute, sei in gravidanza o prendi farmaci, parla con il tuo medico o con un dietista prima di cambiare alimentazione.